A luglio, per il nostro tema del mese, ci siamo lasciati ispirare dal designer Stefan Sagmeister che in uno dei Ted più famosi ci sprona a mettere in questione la nostra maniera di lavorare. In una società bulimica di azione come la nostra, che sia invece il concederci del tempo la migliore idea imprenditoriale possibile? Venerdì 8 luglio durante la Soul Salad ne parleremo con Enrico Giraudi che condivide a pieno la posizione di Sagmeister. In questo intervista ci racconta del suo anno sabbatico.

Come mai hai fatto un anno sabbatico?

Dopo Economia e Commercio sono finito per caso in un’agenzia creativa. Ho sempre avuto la passione per il sociale. Quando lavoravo in pubblicità mi interessavo alle campagne sociali, poi ho cominciato a interessarmi al tema della responsabilità sociale delle imprese e al marketing sociale. Sto parlando del 2001 e a quell’epoca in Italia non si faceva molto in quel senso. Lavoravo nell’agenzia J.Walter Thompson da un anno strutturando un piano che riguardava quella che poteva essere la missione sociale del gruppo. Poco prima di passare alla fase d’implementazione licenziarono il manager infrangendo così questo sogno. I piani erano stati sconvolti e ho preso così la decisione di approfittarne per fare un anno sabbatico. Motivo di questa decisione fu anche causato da quello che ritenevo essere uno scollamento fra la mia motivazione e quello che facevo. Mi sentivo come se, pur passando il giorno a pedalare, la bici rimanesse sul cavalletto. Mi sentivo di non andare avanti.

Cosa hai fatto durante l’anno sabbatico?

Sono partito. Non sono stato molto originale, sono andato in India perché mi piaceva come cultura. Sono stato anche a Milano facendo altre cose, lavorando con un amico che faceva dei documentari per il non profit. Poi in Toscana dove ho trovato un centro buddista e ho scoperto un corso di counseling. Questo si è rivelato molto importante perché mi ha fatto rendere conto che quello che mi piaceva era come riuscire ad impattare sulla cultura delle organizzazioni. Così per tre anni ho studiato counseling e successivamente ho scoperto la disciplina delle rappresentazioni sistemiche.

Per scoprire il resto del racconto di Enrico e conoscere le difficoltà che si vivono nel prendere questo tipo di decisione in un “misto di paura ed entusiasmo“, venite a pranzare insieme a noi alla prossima SoulSalad. Iscrivetevi QUI!

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