Alla Soul Salad di venerdì 24 giugno avremo come ospite Anna Gerometta, di Cittadini per l’Aria. Come antipasto del nostro pranzo condiviso abbiamo voluto porle qualche domanda per iniziare a conoscere lei e la sua Associazione.

Chi sei? Come nasce Cittadini per l’aria?

Sono  avvocato. L’associazione nasce da una precedente attività di volontariato che riguardava il tema della qualità dell’aria. C’è stato un naturale sviluppo nel capire che la visione solo incentrata in una città era limitante rispetto a un problema che va affrontato su vari livelli. Cittadini per l’aria nasce da questa costatazione, dalla constatazione della necessità di lavorare su vari livelli. Il problema dell’aria è simile nelle diverse città. Se si riesce a mettere in rete ed a rendere più sinergiche le attività dei cittadini su base nazionale si avrà certamente un risultato maggiore. Il nostro intento è quello d’essere più efficaci. Le politiche dell’aria in Italia sono state molto sottovalutate, non c’è una strategia, non c’è un elettorato. Ci vogliono gli elettori dell’aria, ci vogliono cittadini che chiedano agli amministratori di adottare politiche che siano veramente incisive per ridurre l’impatto che l’inquinamento dell’aria ha sulla popolazione.

Come mai i cittadini secondo te non sentono l’urgenza di questo problema?

C’è poca informazione, anche se se ne è parlato tanto. C’è poca informazione sul fatto che in realtà c’è la possibilità di agire. L’informazione che viene data fa percepire che alla fine si può fare poco. Invece non è così, sia i singoli che gli amministratori possono fare molto.

Quali potrebbero essere delle trasformazioni che potrebbero attuarsi subito?

La trasformazione più cruciale è la riduzione della quota del traffico in maniera massiccia.

Ma i cittadini sarebbero disposti a fare un cambiamento del genere?

Si, sicuramente. Milano è una città piatta, dove c’è un clima accettabile tutto l’anno, quindi è una città magnifica dove andare in bicicletta. Una quota di al meno il 20% delle persone potrebbe spostarsi nell’area metropolitana in bicicletta. Questo suppone ovviamente fare spazio alle biciclette, avere il coraggio di togliere spazio alle macchine parcheggiate. Viviamo in una città dove lo spazio pubblico viene occupato gratuitamente per parcheggiare le automobili invece che per consentire una mobilità che ridurrebbe di moltissimo gli inquinanti.

Questo è un cambiamento molto delicato che ci pone a una sfida di trasformazione culturale.

Ci sarà sempre chi ti dirà dove metto la macchina? Ad Amsterdam la parcheggiano in periferia. Bisogna essere determinati e consapevoli che non è un diritto tenere la macchina sotto casa. E’ un diritto avere l’aria pulita. Non stiamo parlando di togliere il 100% delle macchine ma non puoi avere una città che è un ferro di lamiera. E’ chiaro che le cose vanno fatte con gradualità e saggezza ma non c’è un’altra via.

Registrati all’evento che per questo mese è realizzato in partnership con Nastro Azzurro!

 

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