Dall’apertura di Impact Hub Milano, nel gennaio 2010, e via via sempre più col tempo, tra chi ha frequentato per un certo periodo il nostro spazio in via Paolo Sarpi 8, è capitato spesso di sentire che la cucina condivisa rappresenta il cuore della nostra Community.

Il perchè di questo può arrivarci dal pensiero di Steven Johnson, giornalista e scrittore americano.

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Questo è il Grand Café a Oxford, si tratta della prima caffetteria aperta in Inghilterra nel 1650. Le caffetterie inglesi sono state cruciali per lo sviluppo e la diffusione di uno dei grandi fermenti intellettuali degli ultimi 500 anni, l’Illuminismo.
Uno dei motivi che ha reso le caffetterie importanti secondo Johnson è l’architettura degli spazi. Si trattava di luoghi dove la gente, proveniente da contesti diversi, si riuniva condividendo le proprie conoscenze, diverse le une dalle altre. Era qui che le idee si incontravano, dando vita a un elevato numero di progetti e rivoluzioni: moltissime innovazioni nate in questo periodo vedono una caffetteria come protagonista.

Questo fatto ha portato a Johnson a chiedersi: Quali luoghi promuovono creatività e innovazione? Vi sono forse schemi ricorrenti da cui possiamo apprendere, che possiamo acquisire e applicare alle nostre vite, alle nostre istituzioni o agli ambienti stessi per renderli più creativi e innovativi? Johnson suggerisce come la nostra visione su come nascono le idee non sia del tutto corretta. Il suo pensiero si sviluppa a partire dalla convinzione che i più famosi “Colpo di genio”, “la lampadina che si accende”, “Eureka!,  non siano sempre la reale origine di un’intuizione. Tutti condividiamo infatti il presupposto che un’idea sia un’entità singola, qualcosa che capita, spesso in un momento di meravigliosa illuminazione. Come quando ti cade una mela in testa. Te ne stai lì seduto a riflettere. E tutto d’un tratto, eccola: la teoria della gravità.

Secondo lo scrittore americano, l’idea è piuttosto un network, una nuova rete di neuroni che si accendono in sincronia nel cervello. È una configurazione nuova che non si era mai formata prima e che molte volte scaturisce dall’incontro di diverse persone, portatrici di di esperienze e convinzioni differenti. Si prendono idee dagli altri, da gente da cui abbiamo imparato nel passato o da gente incontrata nella nostra cucina, e le si mescola insieme, dando loro una nuova forma, creando qualcosa di nuovo. È così che l’innovazione scaturisce.

Johnson conclude il suo pensiero dicendo che se ciò che vogliamo è costruire istituzioni più innovative, allora dobbiamo costruire spazi che, stranamente, assomiglino di più a questo. Più o meno come la nostra cucina, a Impact Hub Milano.

Volete approfondire questo tema?  Vi consigliamo questo Ted, proprio di Steve Johnson, dove potrete scoprire la sorprendete storia del GPS e che la fortuna aiuta la mente connessa…