Se la primavera porta con sé la voglia di vacanze e viaggi, c’è chi ha scelto di fare del turismo lento la propria scommessa, mettendo prima in rete professionisti e imprese con una consolidata esperienza nei viaggi a piedi e in bicicletta e dando poi vita a un vero e proprio tour operator specializzato nello slow travel alla portata di tutti. E’ questa la storia del Movimento Lento, di Itineraria e della giovanissima startup sloWays, nata negli spazi di Impact Hub Milano. il 18 e 19 Aprile sarà protagonista di una nuova avventura: uno SloWeekend nel biellese realizzato in collaborazione con Free Wheels e alcune associazioni attive localmente, per superare le barriere fisiche, mentali e culturali legate alla disabilità e alla mobilità. Nel frattempo, abbiamo chiesto al fondatore Alberto Conte e a Ottavia Mapelli di raccontarci cosa significa occuparsi di questi temi in Italia e quale impatto può generare il turismo lento sulle comunità. 

Com’è nato il progetto sloWays?

sloWays nasce da un gruppo di viaggiatori a piedi e in bicicletta, alcuni dei quali lavoravano da anni nel settore del turismo slow, che hanno deciso di creare un tour operator che proponesse formule innovative di viaggio lungo i grandi itinerari italiani, come la Via Francigena o la ciclovia del Po.

Da anni ci rendevamo conto che le proposte di viaggi a piedi e in bicicletta, soprattutto dedicate al pubblico internazionale, venivano gestite quasi esclusivamente da operatori stranieri. Abbiamo quindi deciso di creare un progetto “made in Italy” che si ponesse come alternativa originale ai pacchetti internazionali.

Cosa significa promuovere oggi il turismo lento in Italia?

Significa valorizzare il grande patrimonio culturale che l’Italia ha da offrire, invitando chi visita il nostro paese a scoprire dettagli ed esperienze che difficilmente un turista “frettoloso” riesce ad apprezzare. Crediamo che un viaggio lento sia il modo migliore per immergersi nella cultura e nelle bellezze paesaggistiche di un territorio.

Per questo offriamo viaggi adatti a tutti, ma proprio tutti: a chi già conosce la bellezza del viaggio a piedi e in bicicletta e a chi non se la sente di affrontarlo, perché pensa di non essere abbastanza allenato, o perché ha qualche problema fisico, o perché ha dei bimbi piccoli, o un cane che non vuole lasciare a casa, o altro. Cerchiamo insomma di risolvere tutti i problemi che a volte frenano chi vorrebbe affrontare un viaggio “lento”.

Quale impatto ha il vostro progetto imprenditoriale sul territorio e le comunità locali?

La Via Francigena, il progetto su cui lavoriamo da anni e che rappresenta il cuore del nostro catalogo, sta lentamente ma inesorabilmente cambiando la vita delle comunità attraversate dall’itinerario, che è lungo 1000 km e va dalla Valle d’Aosta a Roma. Ogni settimana nascono nuove iniziative legate all’accoglienza dei viandanti, gesti di attenzione da parte delle amministrazioni o delle comunità locali che comprendono il grande potenziale culturale ed economico di un itinerario del genere. Noi cerchiamo di incoraggiare e di valorizzare tutte queste iniziative, e nella scelta dei partner e dei fornitori di servizi cerchiamo di privilegiare le persone del posto, le piccole strutture di accoglienza, i ristoranti che propongono menu del territorio. Siamo sicuri che in brevissimo tempo decine di migliaia di persone percorreranno ogni anno la Via Francigena, come è già accaduto lungo il Cammino di Santiago in Spagna, e ciò avrà un grande impatto sulla qualità della vita e sullo sviluppo delle comunità locali.

Come si inserisce sloWays all’interno della rete Impact Hub?

Parte del team di sloWays, ovvero Alberto e Ottavia, si sono conosciuti proprio tramite la rete di Impact Hub: al loro incontro è seguito un viaggio in bicicletta di cinque settimane per raccontare le realtà del cambiamento positivo, che hanno raccontato in una Soul Salad. Ora sloWays continua a crescere anche grazie allo spazio di Impact Hub Milano, in cui il team si ritrova a lavorare e a farsi ispirare dalle tante storie di cambiamento e innovazione portate dalle persone speciali che entrano a far parte della community.