Avete un’idea ma vi serve qualche suggerimento per cominciare? Volete aumentare l’impatto della vostra attività?

A darvi qualche dritta in più è il nuovo Impact Hub Milano, con una serie di toolkit realizzati insieme ai nostri membri e alla rete di esperti che fa parte del nostro network internazionale. Siamo alla seconda puntata: Fundraising. Ma questa volta vi diciamo prima cosa NON fare.

Esperta: Francesca Mineo. Segni particolari: Hubber e fondatrice di IFC Italy.

RACCOLTA FONDI, COSA NON FARE…

1. Affidarsi al caso, non avere un staff, anche minimo, di persone qualificate per questo compito. Rivolgersi a conoscenti per un fundraising amatoriale. Vi affideresti a un giardiniere o a un musicista per un intervento chirurgico?

2. Non avere un progetto chiaro con obiettivi precisi – di breve, medio e lungo termine –  per cui chiedere fondi

3. Non conoscere bene la propria organizzazione, la sua mission e la sua visione di futuro

4. Mettere in atto o tentare di attuare una nuova idea a settimana  senza avere una strategia

5. Non avere un piano di raccolta fondi

6. Mettere in atto o tentare di attuare nuovi progetti, diversi dal piano di raccolta fondi già  approvato

7. Scoraggiarsi, andare nel panico

8. Non chiedere aiuto, non condividere obiettivi e risultati, non fare rete all’interno e all’esterno dell’organizzazione.

In sintesi: per raccogliere fondi in modo continuativo servono fundraisers professionisti, tempo, capacità organizzative, creatività e concretezza, passione, voglia di coinvolgere gli altri sulla propria mission.

… E ADESSO COSA FARE!

1. Costruire relazioni. Il fundraising, lo dice la parola, ha evidentemente a che fare con la raccolta di denaro ma non solo. Riguarda le persone, pronte a innamorarsi di una o più cause: proprio per questo sono poi spinte a donare qualcosa – non necessariamente solo denaro! – a favore di un progetto.

2. Coinvolgersi in prima persona. I risultati migliori in termini di fundraising si ottengono quando alla tecnica si associa il forte coinvolgimento del fundraiser alla mission dell’organizzazione, così che a sua volta sia in grado di appassionate altri donatori perché siano partecipi di un progetto. Come? attraverso il loro tempo, donando denaro, beni e servizi o mettendo a disposizione dell’organizzazione specifiche competenze.

3. Individuare obiettivi chiari pianificati e poi calendarizzarli. Ad esempio: trovare fondi, persone per lo staff dell’Ufficio raccolta fondi, competenze tecniche, sempre comunque in relazione a un progetto concreto.

4. Individuare bene i destinatari: A chi voglio rivolgermi per raccogliere fondi? Individui, persone fisiche, aziende, enti pubblici, fondazioni, banche?

5. Individuare gli strumenti per soddisfare al meglio le esigenze dell’organizzazione, le sue necessità immediate e i suoi programmi futuri e soprattutto per raggiungere correttamente i destinatari. Molte le possibilità: eventi di raccolta fondi, campagne di comunicazione e di advertising, campagne di fundraising attraverso internet, direct mailing/emailing, relazioni dirette, sponsorizzazioni, partnership con aziende/iniziative di cause related marketing.

6. Fare un salto di qualità: il ciclo di fundraising prevede ora una serie di attività volte a implementare tutte queste azioni. È  bene creare un gruppo di lavoro in cui tutte le persone coinvolte possano confrontarsi e agire insieme per sviluppare le azioni di raccolta fondi.  E soprattutto ….

7. Rendicontare e valutare i risultati: è questo il momento in cui tirare le prime somme, sia rispetto ai fondi raccolti che alla correttezza delle azioni intraprese che quindi possono essere modificate o migliorate.

Adesso potete ricominciare da capo e… continuare a raccogliere fondi per la vostra causa!

 

 

 

 

Impact Hub Global

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