Una soddisfazione unica: andare in edicola, vedere il volto meraviglioso di Stefania Quaini (co-fondatrice di HUB Trieste) che mi sorride dalla copertina del mensile VITA, comprare lo speciale dedicato all’innovazione sociale e ai 100 talenti under-35 che la stanno promuovendo in Italia e scoprire che 19 di questi sono membri della rete di HUB Milano o sono fondatori di altri HUBs in Italia.

Tra i tanti profili, quello di Cristina Olivotto di SterrenLab, che con i suoi campi scientifici internazionali per bambini e ragazzi sta avvicinando migliaia di giovani alla scienza. O quello di Lorenzo Fabbri, che importando Green Graffiti in Italia ha spalancato le porte ad un modo nuovo ed ecologico di fare comunicazione. O quello di Sandro Aglialoro, che con MostraMi promuove la giovane arte contemporanea come strumento di responsabilità sociale, e che ha appena vinto una medaglia per l’alto valore etico e morale da parte della Camera di Commercio di Milano in occasione di una mostra la settimana scorsa sulle donne contro ogni forma di violenza.

Certo, quando bisogna sceglierne 100 in tutta Italia è difficile non perdersi dei fantastici profili per strada. Penso ad esempio a Francesco Pannuti, che con VitaEver a Bologna sta portando l’assistenza domiciliare nel cloud, potenzialmente facendo risparmiare milioni alle strutture sanitarie. Oppure a Martina Camporeale, fondatrice di Zero Briciole e di uno modo nuovo di vivere la pausa pranzo mangiando cibo buono e sostenibile. O ai tanti pugliesi del circuito di Bollenti Spiriti, tra cui ovviamente spicca il team di HUB Bari, con Giusy Ottonelli e Monica Del Vecchio in testa.

Ormai la rete degli HUBs è cresciuta e si è allargata velocemente Italia. Non esiste solo HUB Milano, ma siamo sette in tutto il Paese (oltre che nella capitale, ci sono HUBs aperti o prossimi ad aprire anche a Trieste, Firenze, Bari, Rovereto e Siracusa). Non solo. Abbiamo aperto 40 HUBs in tutto il mondo, e siamo ora la più grande rete al mondo dedicata all’innovazione sociale.

Serve anche un po’ di chiarezza sui termini: innovazione sociale e impresa sociale non sono la stessa cosa, come abbiamo scritto tempo fa sul blog di HUB Milano. A noi interessa più che altro specificare cos’è l’innovazione sociale, un movimento globale che abbraccia tutti i settori – profit e non-profit, cooperativo e pubblico, tecnologico e analogico. Per noi, come per la Stanford Social Innovation Review, innovazione sociale è qualunque soluzione innovativa a un problema sociale che sia più efficace, efficiente, sostenibile ed equa di tutte le soluzioni esistenti, e che generi valore diffuso per tutta la società e non tanto per singoli individui.

È con questo spirito che sei HUBs (tra cui Milano) hanno costruito un consorzio europeo con realtà che rappresentano il mondo cooperativo (DIESIS), quello pubblico (EURADA) e quello delle fondazioni filantropiche (Cariplo) un consorzio che ha appena ricevuto un milione di euro in finanziamento per scalare 300 innovazioni sociali in tutt’Europa. Cosa che faremo nei prossimi 3 anni.

Questa trasversalità ce l’abbiamo nel DNA, a tal punto che in tutto il mondo (e soprattutto in Italia) siamo entità giuridiche completamente diverse. Alcuni HUBs, come Rovereto e Siracusa, sono cooperative. Altri, come Madrid e Roma, sono società a responsabilità limitata. Altri, come HUB Islington a Londra e HUB Zurigo, sono realtà non-profit. Altri hanno molteplici vesti giuridiche (come HUB Milano, o HUB Mosca, sia profit, sia non-profit). Altri ancora sono semi-pubblici (come Hub Westminster a Londra, che è anche una Community Interest Company – CIC), frutto di partnerships pubblico-private. Altri infine sono giuridicamente cose che in Italia non esistono ancora (come HUB Bay Area che è una B-Corporation).

Non è la remunerazione o meno del capitale il cuore identitario del mondo HUB, né tanto meno l’appartenenza a una forma giuridica o a un’altra. Quello che conta per tutti e 40 gli HUBs della nostra rete, e per gli oltre 6000 individui che ne fanno parte – tra cui una grande percentuale degli innovatori sociali attualmente attivi in Italia – è il desiderio di avere un impatto positivo e misurabile sui complessi problemi sociali e ambientali del mondo di oggi. E soprattutto, usare la collaborazione come volano per costruire un mondo radicalmente migliore.

 

di Alberto Masetti Zannini, fondatore di HUB Milano

Impact Hub Global

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