C’è chi arriverà a piedi e chi in bicicletta, da tre luoghi di partenza diversi, tutti lungo la via francigena. Dal 31 maggio al 2 giugno Monteriggioni, splendido borgo nel cuore della Toscana, sarà per il secondo anno consecutivo la meta del viaggiare lento. Tre giorni di camminate, di giorno e di notte, durante i quali i viaggiatori saranno accompagnati da riflessioni, letture di versi, musica, per celebrare il piacere di percorrere la terra leggeri. Dopo il successo dell’anno scorso torna il Festival della Viandanza, organizzato da Itineraria, società fondata da Alberto Conte e incubata nell’HUB di Milano.

Un festival sul viaggio lento, a piedi e in bicicletta qual è l’obiettivo?

Il festival nasce dalla voglia di diffondere la cultura del viaggio a piedi, e intercetta un bisogno sempre più diffuso: cercare ritmi più lenti, percorrere la terra e ritrovare il rapporto con la natura passo dopo passo.

Qual è la novità di quest’anno?

Se l’anno scorso è stato lanciato il Pedibus, che in tre settimane ha raggiunto Monteriggioni permettendo a chiunque di “salire a bordo” e macinare centinaia di chilometri di sentieri, quest’anno i viaggi si moltiplicano, tutti lungo la Via Francigena: in bicicletta dal Passo Cisa, confine naturale tra Emilia Romagna e Toscana, mentre a piedi partiranno due gruppi, uno da Altopascio, e l’altro da Radicofani, l’ultima tappa francigena toscana prima dell’entrata nel Lazio. Vogliamo valorizzare questo bellissimo itinerario di cammino che ci tramanda secoli di storia e di viandanza.

Ci sarà attenzione a qualche tema in particolare?

Ci sposteremo di volta in volta dai grandi ai piccoli viaggi, dai grandi viaggiatori che hanno percorso i sentieri e le strade del mondo ai piccoli, con un’attenzione particolare ai bambini. A Monteriggioni agli eventi nel Giardino dei Lenti Viaggiatori, si affiancheranno racconti e fiabe per bambini e famiglie nel Giardino dei Somarelli, in compagnia degli asinelli di Massimo Montanari. Avremo grandi ospiti come Moni Ovadia e i Têtes de Bois e Sergio Staino e incontriall’aria aperta, distesi sull’erba o in marcia, in cui si affronterà il punto di vista del viaggiatore a piedi, in bicicletta, in canoa, con l’asino, o della viaggiatrice che parte da sola. Sarà un festival inclusivo e non esclusivo, con lezioni di viaggio lento aperte a tutti all’ombra degli ulivi.

Quando hai fondato Itineraria e perché?

Lavoravo per una multinazionale e mi è capitato di percorrere il cammino di Santiago. Questa esperienza è stata la molla per cambiare vita e nel 2006 ho fondato “Itineraria”, una società che offre mappe e servizi tecnologici per progettare i propri viaggi a piedi. Nel 2008 ho creato ho creato il marchio “Movimento Lento” e un’associazione non profit.

Quante persone lavorano con te e come sta andando la tua attività?

Ho tre persone che lavorano con me in modo stabile, ma nei momenti dell’anno di picco, come il Festival, arriviamo ad avere una cinquantina di collaboratori pagati. Il fatturato dal 2006 ad oggi è sempre cresciuto, nonostante la crisi, con un incremento del 20% lo scorso anno.