Ogni anno, da ormai otto anni, a Milano si tiene una manifestazione davvero particolare: un festival dedicato alla scrittura in carta e penna.  Al Festival delle Lettere si premiano gli italiani che non hanno dimenticato il piacere di prendere in mano una biro ed esprimere i propri pensieri, sogni, dubbi e speranze, ed inviarle con un francobollo per posta. Quest’anno il Festival ha scelto HUB Milano come partner per la sezione dedicata alle “lettere sostenibili” e abbiamo incontrato Marco Corbani, ideatore del Festival, per chiedergli perché.

Chi sei e come ti è venuto in mente di fare un Festival dedicato alle lettere?

Art director prima, direttore creativo poi. Ora titolare di GreenMarketing, agenzia di comunicazione. Ho ideato il festival una sera in metropolitana. Banale, ma dopo una giornata di lavoro, la gente in metro si accompagna verso casa in silenzio con la testa chissà dove. Ho pensato che la lettera “scritta a mano” potesse essere ancora uno strumento valido e silenzioso in grado di dar voce ed emozionare le persone. Così è nato il Festival delle lettere. Ne seguo la direzione artistica e l’organizzazione con Luca Carminati.

Perché avete scelto di dedicare un capitolo del Festival alla sostenibilità?

Perché è un tema importante ed attuale. Ancor più lo è ragionare e comprendere la parola “sostenibile”. La non comprensione delle parole genera fraintendimenti e poca consapevolezza. Il festival genera emozioni, la sostenibilità è un valore da esprimere, vivere e condividere.

Quali altri temi si affrontano?

Ogni categoria da voce a temi importanti come sostenibilità, volontariato, memoria, libertà di espressione. Lettera a un italiano il tema dell’edizione in corso. Direi un tema importante.

Cosa vorresti uscisse da questa edizione del Festival?

Italiani consapevoli. Emozioni vere.

La lettera è più sostenibile dell’email?

Bella domanda. Nessuna delle due si può comporre senza l’uso di altri strumenti. Strumenti sostenibili? Non so, preferisco mettere l’accento sull’emozione che una lettera scritta a mano può dare sia a chi la scrive, sia a chi la riceve. Questo, ne sono sicuro, è più che sostenibile.

In che modo i membri del HUB possono contribuire al Festival?

HUB è un partner ideale per il Festival proprio in quanto fucina di nuove idee e promotore di valori “sostenibili” in tutti i sensi.  La nostra speranza è creare e coinvolgere una rete sempre più ampia di persone che abbiano voglia di esprimersi e fare la differenza.

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