Francesco Inguscio
26 Aprile 2012 - Impact Hub

Mi chiamo Francesco, ho 30 anni e mi piace realizzare i sogni (imprenditoriali) altrui. Questo è il sogno alla base di Nuvolab, un business accelerator per startup tecnologiche. Ai sogni d’impresa altrui mi dedico con impegno da qualche anno, prima lavorando alla Scuola Sant’Anna di Pisa per sviluppare le spinoff high-tech dei suoi ricercatori, poi gestendo l’outpost di business incubator italiano (M31) in Silicon Valley e infine dando una mano ad aprire il primo incubatore “open” italiano (EnLabs) a Roma. L’anno scorso ho ritenuto i tempi maturi per iniziare a fare tutto questo “a modo mio” e così l’11/02/2011 ho creato Nuvolab, un business accelerator “no frills” che si basa sul concetto che un gruppo selezionato di persone (che noi chiamiamo i “rainmakers”) molto concrete e cooperative possa in breve tempo creare aziende di valore che creino benessere per tutti, inclusa la comunità che la aiuta a crescere. Se poi qualcuno vuole approfondire l’argomento può vedere qui un po’ di pensieri in libertà

In che maniera il tuo progetto rende il mondo migliore?

Luigi Einaudi pensava che la libertà economica fosse la condizione necessaria per le altre forma di libertà. Vedendo come la crisi stia limitando le nostre scelte personali e condizionando il nostro futuro, credo che ci sia un fondo verità in tutto questo. Nuvolab, aiutando a sviluppare nuove imprese giovani e innovative, non ambisce a cambiare l’Italia, ma a dare l’opportunità a persone meritevoli di non dover emigrare per sentirsi realizzati o a doversi sacrificare in lavori poco qualificati pur di restare in Italia. Non desidero altro che ci siano tante altre persone la vedano in questo modo e chissà che sia possibile una “ri(e)voluzione ubuntu” che rinnovi il tessuto economico, e quindi poi quello sociale, anche in Italia. Studi della Kauffman Foundation hanno dimostrato che il lavoro “di valore” lo creano le startup (e lo tagliano le grandi aziende) e come non manco mai di ripetere ad ogni occasione, il sostegno alla crescita di nuove startup italiane oggi consentirà di avere un’Italia migliore domani.

Qual è stato il tuo momento di maggiore difficoltà?

Scegliere la strada meno convenzionale quando, alcuni anni fa mi sono trovato a un bivio: accettare un lavoro comodo (il classico “posto fisso” negli uffici direzionali di una banca in Italia) o partire per la Silicon Valley grazie ad una borsa di studio (Fulbright BEST) che mi garantiva 6 mesi di copertura per un master e nessuna prospettiva per il dopo. Nella vita ho sempre preferito avere rimorsi piuttosto che rimpianti e per certo l’essere “hungry & foolish” ha aiutato a scegliere. Con il senno di poi (e 2 anni di esperienze indimenticabili in California) credo che accettando il “posto fisso” avrei dovuto rinunciare ai miei sogni e, per citare Coelho, “è proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante”.

Qual è stato invece il tuo maggiore successo?

Avrei detto “vincere Mind The Bridge” un paio d’anni fa a Stanford, ma vincere una competizione non vuol dire nulla; la vita non è una corsa, ma un tiro al bersaglio, non importa arrivare primi ma trovare un centro. Alla fine spero di aver trovato il mio centro inNuvolab, ed essendo Nuvolab ancora solo una “startup”, il mio maggiore successo… è quello che deve ancora arrivare!

Perché sei a The Hub e che cosa ti sta dando essere parte di questa rete?

Sono The Hub perché è un network di persone che vogliono cambiare il mondo, e questo obiettivo è la forza motrice alla base di qualsiasi startup di valore (oltre che uno dei blog di riferimento per gli startuppari della Valley, How to change the World). Il fatto che sia una rete di persone è estremamente affine alla mia visione “collaborativa” del “doing the right thing right”. Penso inoltre che per quanto le intenzioni siano buone, molte delle idee che vedo nel network possano beneficiare di supporto sul lato implementazione, per cui penso potrei essere utile alla rete sul fronte “rainmaking” in futuro. Non secondario nella mia scelta di far parte di The Hub, il fatto che molti cari amici siano tra i fondatori di numerosi Hub in giro per l’Italia =)