Carla Zorzo
26 Aprile 2012 - Impact Hub

Sono Carla, una campagnola che era stanca di cercare un posto migliore in cui vivere, e alla fine, arrivata nella city, ha deciso di provare a fare qualcosa di tangibile per creare il posto in cui vale la pena vivere. Il mio progetto tradisce le mie origini, si chiama infatti AFajolo (che si legge a fagiolo) e vuole offrire ai giovani creativi un ingresso laterale al mondo del lavoro e alle aziende un’uscita di emergenza dalla crisi, facendo fruttare gli uni le risorse degli altri diffondendo uno spirito di squadra che alla fine potrebbe diventare un motivo in più per rimanere.

In che maniera il tuo progetto rende il mondo migliore?

L’obbiettivo più ambizioso di AFajolo è diffondere tra progettisti, produttori e consumatori la cultura del progetto da cui ci siamo purtroppo allontanati. Comprendere la progettualità significa apprezzare le qualità concrete di ciò che ci troviamo a concepire, realizzare o acquistare; questo concetto così astratto ha un’applicazione molto pratica: quanto spendete in media per una bottiglia da un litro d’olio d’oliva? Vi sembra un prezzo congruo per un prodotto il cui frutto viene raccolto a mano, passa attraverso 5 fasi di lavorazione e viene poi imbottigliato? E ora ditemi, quanto spendete in media per una spremuta d’arancia al bar?

Qual è stato il tuo momento di maggiore difficoltà?

Il momento più complesso è stato convincermi del potenziale dell’idea e passare dalle macchinazioni machiavelliche all’attuazione vera e propria. Sarei potuta rimanere anni a perfezionare il mio progetto sulla carta senza mai sentirmi pronta a realizzarlo, soprattutto perché ero sola in quella fase del progetto. La svolta è arrivata quando ho iniziato a raccontare il mio progetto prima a The Hub e poi in qualsiasi occasione. Le reazioni della gente e i loro commenti mi hanno permesso di superare le mie paranoie e di passare all’azione.

Qual è stato invece il tuo maggiore successo?

Il lancio, senza dubbio. Consiglio a tutti di farlo, che il progetto sia fisico, virtuale, grande o piccolo. Va pianificato bene, invitando persone amiche oltre che i destinatari del progetto, studiando i particolari per valorizzare al massimo gli sforzi fatti finora. Vi permetterà di cambiare il vostro mindset; ci sarà un prima e un dopo, nella fase di sviluppo niente è definitivo, tutto cambia di continuo, si aggiusta, mentre dopo si fa sul serio.

Perché sei a The Hub e che cosa ti sta dando essere parte di questa rete?

Sono entrata a The Hub quando ancora AFajolo si chiamava Il Punto ed era un mero esercizio accademico. The Hub mi ha permesso di credere che cambiare le cose fosse possibile, non solo auspicabile. Qui ho trovato tante persone che non si lamentavano, e che cercavano soluzioni reali a problemi reali. Questo supporto è continuato lungo tutto il percorso. Bastava un giretto a The Hub per trovare qualcuno con cui confrontarsi sulle varie problematiche che creare una startup genera. E alle fine mi ha offerto una location fantastica, la Sala delle Nuvole, per il lancio di AFajolo due mercoledì fa.