Adam Kahane all’HUB: “Potere e amore, due forze da usare insieme”
20 Marzo 2013 - Impact Hub

“Potere e amore formano il perimetro dello spazio del cambiamento sociale. Se vogliamo sbloccare la situazione e muoverci all’interno di questo spazio, se vogliamo risolvere le nostre sfide più grandi, dobbiamo comprendere come lavorare con entrambe queste forze”. Ieri sera ad HUB Milano Adam Kahane ha offerto una chiave di lettura in più sull’innovazione sociale.

Leading organizer e designer, Adam riunisce rappresentanti della società civile, dei governi, del mondo aziendale in workshop dove possono lavorare insieme per rispondere a sfide complesse e innescare il cambiamento.

Potere e Amore, due parole in apparenza semplici, il cui significato è chiaro a tutti. In realtà due forze delle quali è necessario diventare consapevoli, secondo Kahane. “Non siamo a nostro agio quando parliamo di potere” afferma davanti alle persone che sono venute ad ascoltarlo all’HUB. “La parola ci rimanda subito al potere oppressivo, alla prevaricazione nei confronti dell’altro. Eppure il potere è una forza necessaria e indispensabile”.

Il primo step è ridisegnare i concetti: “Il potere è la spinta del singolo, che sia una persona o un gruppo, a realizzare sé stesso e i propri obiettivi” afferma Kahane. “Quando questa forza è in equilibrio produce effetti positivi, è una forza generativa e indispensabile. Il problema è quando  non è bilanciata, quando diventa assoluta. Allora ci troviamo di fronte al potere diventato prevaricazione, oppressione, dittatura, fino alla concezione della distruzione completa dell’altro con il genocidio”.

L’amore, al contrario, è “la spinta verso l’unità, quella che fa prevalere il contenitore sul singolo, le necessità della comunità su quelle dell’individuo”. “Durante uno dei miei workshop, in Giappone, un signore vestito con il kimono raccontò un aneddoto che riguardava suo figlio di cinque anni, che gli aveva detto: ‘Se non saprò leggere l’aria, quando entrerò in quel gruppo, non potrò sopravvivere’. Leggere l’aria, ovvero capire le dinamiche di gruppo e il non detto della comunità, è di vitale importanza nella società giapponese. Una spinta che deve essere fortissima se un bambino di cinque anni arriva a percepirla come una questione di sopravvivenza”.

L’amore senza potere diventa però fusionalità, impedisce agli individui di crescere. Avviene nelle famiglie, nelle comunità religiose, ma anche nelle aziende e nelle organizzazioni non profit dove i contenuti ideali sono il “bene” per eccellenza che i singoli individui devono servire, mettendo sempre i propri desideri e ambizioni in fondo alla lista, quasi fossero tabù.

Di volta in volta è necessario quindi analizzare il gruppo e “ribilanciare” le due forze. Utilizzando questa chiave di lettura Adam Kahane ha lavorato in una cinquantina di Paesi su sfide complesse come la pace, la salute, lo sviluppo economico, il cambiamento climatico. Tra i partecipanti alla serata di ieri all’HUB c’è chi ha provato ad applicarlo alla politica nel nostro Paese, alla propria azienda e alle organizzazioni non profit. Uno strumento utile per diventare più consapevoli delle dinamiche che mettiamo in atto o nelle quali ci troviamo.

Per saperne di più: “Potere e amore”, di Adam Kahane (edizione italiana a cura di Fondazione Brodolini e Reos)