Alfredo Carlo è uno dei nostri Hubbers storici. Anni fa ci regalò una mappa, dipingendo su una parete i valori del nostro lavoro e della nostra Community e dando vita a un dipinto che negli anni sarebbe diventato uno dei pezzi impact-hub-marker-graphic-768x503-520x341-1emblematici del nostro spazio. Questo disegno ha avuto grande successo e oggi potete trovarlo in tantissimi Impact Hub del mondo. Chiaramente, anche nel nostro nuovo spazio di Via Aosta 4 non poteva mancare la mappa di Alfredo. Per questo motivo la scorsa settimana abbiamo avuto il piacere di averlo a Milano per disegnare una nuova mappa dei valori di Impact Hub Milano e, a margine della Soul Salad che l’ha visto protagonista, ne abbiamo approfittato per chiacchierare un po’ con lui del suo lavoro e del nostro tema del mese.

A cosa vi dedicate a Housatonic, il tuo studio?

Noi ci occupiamo di Facilitazione Grafica. E’ una cosa un po’ particolare, unisce l’aspetto della grafica alla necessità di spiegare concetti. Abbiamo cominciato a fare questo lavoro live, in conferenze o workshop dove disegniamo in tempo reale quello che viene detto. Creiamo delle mappe mentali, dei visual che sono riassunti di quello che viene discusso o esposto. Questo stesso concetto può essere poi applicato video animazioni o visualizzazioni per raccontare concetti, come quello che abbiamo fatto su Impact Hub. 

Ci parli della tua vita professionale?
La mia biografia è molto particolare. Ho fatto un liceo classico che non avevo molta voglia di fare, mi sono laureato in Storia dell’arte nonostante non avessi molta voglia di laurearmi. Quando ho finito l’Università non avevo minimamente idea di cosa fare. Ho saputo di uno spazio di lavoro che si chiamava ASE (Accelerated Solutions Environment), uno spazio dove si aiutano le persone a lavorare insieme e a collaborare meglio e ho cominciato a lavorare lì seguendo la parte grafica. Venivano utilizzate metodologie e processi per facilitare la collaborazione tra le persone, uno di questi strumenti è proprio la Facilitazione Grafica. Da quel momento è nata una grande passione per questa tecnica di visualizzare mentre altri parlano, poiché rispecchia molto la mia passione per ascoltare e di conseguenza facilitare il lavoro altrui.

Questo mese lo abbiamo dedicato a interrogarci su cos’è per noi il successo? Qual’è la tua definizione?
Nel lavoro collaborativo usiamo tanti assiomi e due parlano proprio del successo. Uno dice che “fallisci finché non hai successo”, che per me è uno dei concetti alla base del lavoro che faccio. Fallire è indispensabile per avere successo, a patto di fallire sempre meglio! E l’altro dice “niente fallisce come il successo”. Quando hai molto successo e qualcosa ti viene molto bene è proprio in quel momento che il fallimento è dietro l’angolo (a questo proposito vi consigliamo questo Ted)
Per me il successo è quando raggiungi un equilibrio tra quelli che sono i tuoi desideri e quello che riesci a realizzare. Lo studio oggi è un successo per i progetti che scegliamo di fare e che facciamo come pensiamo sia meglio, per la modalità di lavoro all’interno dello studio che ha le sue frenesie ma anche una profonda d’umanità. 
Il successo è raggiungere l’equilibrio fra quello che si fa e quello che si vuole essere. 
 
Ci racconti un po’ dell’evoluzione che ha avuto il tuo studio? Com’è cresciuto?
Quando sono partito anni fa ho cercato una persona che mi aiutasse con l’organizzazione, da lì in poi non ho più cercato nessuno. Lo studio pian piano ha attratto delle persone anche con competenze molto diverse tra loro. Faccio spesso l’esempio di Elena, laureata in Economia, che aveva voglia di lavorare con noi pur avendo entrambi difficoltà ad immaginare cosa potesse fare in un ambiente (soprattutto creativo) come il nostro. Mi è sembrata una bella sfida. Abbiamo provato, abbiamo fallito un po’ fino a capire cosa piacesse a lei e intuire che si incastrava benissimo con i bisogni dello studio. Adesso è una pedina chiave dello studio: ssembra un po’ una magia. 
Siccome bisogna fallire sempre meglio, ad esempio, non abbiamo ruoli, non c’è un art director o un responsabile vendite o un account, siamo molto interscambiabili. L’idea è che ognuno porta quello che gli piace fare e lo cerca di applicare ai progetti che sviluppiamo. Se fai sempre quello che ti chiedono gli altri alla fine rischi di cadere in un successo che diventa fallimento. 
 
Vi lasciamo il video con la realizzazione della nuova mappa. Ovviamente vi invitiamo a venire a vederlo nella nostra nuova casa, di persona è ancora più bello!