Anche l’assistenza ai senior punta al web: la startup VillageCare lancia il primo portale per supportate 4 milioni di anziani non-autosufficienti. Grazie a questa piattaforma online per i famigliari caregivers sarà infatti possibile lasciare un commento sul servizio di assistenza ricevuto come avviene negli altri settori, cercare servizi e residenze assistenziali in tutta Italia confrontando caratteristiche e prezzi.

La spesa privata annua delle famiglie italiane per badanti e rette in residenze è stimata in €14 miliardi.

A sostenere la startup dal punto di vista finanziario sono in particolare l’incubatore certificato di startup a innovazione sociale Impact Hub Milano (che partecipa alla startup per mezzo della capogruppo RCG) e l’imprenditrice nel campo della salute Laura Iris Ferro.

In Italia sarà presto possibile lasciare i propri commenti sul web rispetto al servizio fornito da gestori di servizi socio-assistenziali quali case di riposo, residenze assistite, assistenza domiciliare. Questi sviluppi sono resi concreti da VillageCare, l’impresa – ora pienamente operativa – che supporta i figli parenti di persone anziane non autosufficienti per trovare un primo orientamento e soluzioni assistenziali adeguate.

Fondata nel luglio 2015 da Silvia Turzio e Paola Casalino, VillageCare è la prima piattaforma web in Italia per le persone che cercano informazioni e supporto nei confronti dei propri famigliari anziani in difficoltà o che stanno attraversando un momento di fragilità legato all’invecchiamento.

La startup al suo esordio può già contare su una community di 1.000 utenti e oltre 15.000 visitatori, oltre 200 articoli e guide pratiche pubblicate, partnership e sinergie con protagonisti del mondo Alzheimer e non autosufficienza.

L’iniziativa si ispira ai più avanzati modelli di servizio forniti dai leader della sharing economy – quali per esempio le imprese di servizi turistici come AirBnB e Booking – in termini di orientamento al cliente, facilità di utilizzo, di accesso alle informazioni e disponibilità a trovare soluzioni erogate da enti terzi.

Soprattutto, vera innovazione per il nostro Paese, sarà possibile per le famiglie dei pazienti lasciare sulla piattaforma commenti verificati in merito ai servizi forniti dai gestori di servizi socio- assistenziali in modo che questi possano rappresentare una effettiva guida per le altre famiglie utenti.

“Il welfare italiano è di fronte a cambiamenti di portata epocale ed i gestori di servizi assistenziali dovranno sempre di più guidare il rapporto con le famiglie senza mediazioni del Servizio Sanitario Nazionale”, ha commentato la CEO&Founder di VillageCare, Silvia Turzio. “Nello stesso tempo è destinata a rimanere sempre più scoperta la componente di supporto alle famiglie che hanno una presenza di persone non più autosufficienti, un problema che è destinato a diventare sempre più importante visto il progressivo invecchiamento della popolazione ed una spesa privata in crescita”.

“Grazie alla fiducia di alcuni nostri partner abbiamo raccolto 300.000 Euro che ci consentiranno di far evolvere il nostro modello di business secondo l’esempio di aziende quali Airbnb e Booking.com”, ha concluso Turzio.

A sostenere la startup dal punto di vista finanziario sono in particolare l’incubatore certificato di startup a innovazione sociale Impact Hub Milano e l’imprenditrice nel campo della salute Laura Iris Ferro, tra le manager più innovative in Italia secondo Wired.

VillageCare, che si era già aggiudicata il secondo Bando di FabriQ, l’incubatore di innovazione sociale del Comune di Milano, è nata per facilitare i “figli caregiver” nelle scelte più delicate. Svolge dapprima un ruolo informativo, poi cerca, quota e prenota soluzioni su misura presso gestori di servizi attivandone il contatto. Mette a disposizione gratuitamente un sistema di contatto multicanale composto da call center, mail e chat che ha l’obiettivo di poter servire a regime oltre 1.000 persone all’anno.

Quello dell’assistenza ai parenti non-autosufficienti è uno dei grandi temi aperti del welfare nel nostro Paese. In Italia sono infatti oltre 4 milioni le persone anziane non-autosufficienti e sono 2 milioni i famigliari che le accudiscono e si prendono cura della loro salute. Un impegno che mette a dura prova con momenti di forte esposizione emotiva e di stress che portano in una serie di casi anche all’abbandono del lavoro per dedicarsi ai propri cari. Solo il 6% delle famiglie ottiene assistenza pubblica, le restanti devono far fronte direttamente o con il supporto di badanti.

Anche la dimensione economica del settore sanitario e socio-assistenziale della non-autosufficienza (LTC) è particolarmente rilevante con un valore pari a € 20 miliardi annui, ossia il 10% della spesa sanitaria totale.

La spesa privata delle famiglie è stimata in €14 miliardi annua per badanti e rette in residenze (fonti: Istat, Censis, RGS).

 

Per ulteriori informazioni:
Silvia Turzio
silvia.turzio@gmail.com
VillageCare website
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