Giovedì scorso presso la Società Umanitaria in via San Barnaba 48 è andato in scena l’incontro “Imprenditoria e Politiche Sociali. Tra Startup, impatto sociale e sviluppo del territorio”,organizzato dall’Assessorato alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo Economico, Università e Ricerca, insieme a FabriQ, incubatore di innovazione sociale del Comune di Milano.

I relatori, tra cui alcuni attori protagonisti della scena meneghina, che sperimentano attraverso i propri modelli di business nuove forme di innovazione basate sulla collaborazione, hanno dibattuto sugli effetti generati da politiche pubbliche rivolte allo sviluppo del fare impresa con un obiettivo sociale rivolto al territorio.

Eravamo presenti anche noi, con il nostro CEO Marco Nannini, tra i relatori dell’evento in veste di Managing Director di FabriQ.

I saluti istituzionali spettavano a  Cristina Tajani, Assessore alle Politiche del Lavoro, Sviluppo Economico, Università e Ricerca, che ha introdotto il dibattito, partendo dalla situazione in cui l’attuale amministrazione comunale aveva ereditato Milano nel 2011, permeata da una crisi generalizzata che investiva tutto il Paese e che rendeva grigie le prospettive. Per cambiare quel panorama il lavoro da svolgere era consistente ma necessario e così, scommettendo sulle potenzialità del territorio e  investendo 10 milioni di euro negli incubatori, il Comune ha creato terreno fertile per la nascita e lo sviluppo di imprese innovative che con il loro operato potessero avere un impatto sociale positivo per il territorio circostante. In questa ottica è nato FabriQ, focalizzato sull’innovazione sociale e con la decisione strategica che ciò avvenisse in un quartiere con molte difficoltà come Quarto Oggiaro.

Proseguendo nella discussione, Francesco Pozzobon di italiaCamp ha sottolineato come l’innovazione deve toccare le persone, parlando di “nesso” (piuttosto del sempre più utilizzato “nodo” di una rete): l’innovazione e i il suo impatto sul territorio attraverso il lavoro devono essere popolari, non riguardare una nicchia ristretta, ma poter essere assimilate da tutti, come sostiene lo stesso Marco Nannini, parlando della necessità di avere sempre più accurate analisi dei dati dando forma tangibile ai risultati.

Tra i relatori anche Mario Calderini del Politecnico di Milano che si è soffermato sulla politica delle industrie, parlando di una linearità che non esiste più, mentre Roberto Randazzo di R & P Legal ha posto l’accento più specificatamente sui finanziamenti alle imprese, parlando di un’industria che ha bisogno di regole sempre più certe.

Margherita Pagani di Flythegap, ha infine rivolto l’attenzione sulla volontà di fare di queste opportunità un occasione di confronto per riconoscere la compatibilità degli obiettivi di ciascuno affinché si esca dalla dimensione “dialogo e si possa entrare, coordinati, in azione”.