Rendere più semplice la vita di chi, spesso improvvisamente, si trova a dover affrontare una grande sofferenza. È questa la sfida in cui le due neo-imprenditrici Silvia Turzio e Paola Casalino hanno deciso di tuffarsi con una buona dose di follia e passione vincendo anche la seconda edizione del bando FabriQ.

In due parole, che in cosa consiste la vostra startup innovativa a vocazione sociale VillageCare.it?

“VillageCare.it è la prima piattaforma online per aiutare figli caregiver di persone anziane non-autosufficienti a trovare informazioni e soluzioni per assisterle.

Si ispira ai più avanzati modelli di servizio forniti dai leader di servizi turistici, quali Airbnb e Booking.com, in termini di orientamento al cliente, intuitività nell’accesso alle informazioni, facilità nell’ottenere soluzioni, usability della piattaforma e web design spinto.

Nasce per facilitare i caregiver nelle scelte più delicate: li informa e accompagna nell’iter, poi cerca, quota e prenota soluzioni su misura presso gestori di servizi. Infine, li mette in contatto con aziende medicali.

Qual è il mercato di riferimento?               

“Si inserisce nel settore sanitario e socio-assistenziale della non-autosufficienza (LTC): valore pari a 20 miliardi € annui, ossia il 10% della spesa sanitaria totale (il più grande settore economico italiano). Si aggiunga una porzione crescente di spesa privata delle famiglie: 14 miliardi € per badanti e rette in residenze. (Fonti: Istat, Censis, RGS).”

E il target?

“VillageCare.it si rivolge a 2 milioni di caregiver di persone anziane non-autosufficienti. Sono 4 milioni gli anziani privi di autonomia. Le famiglie sono lasciate sole da un punto di vista informativo, organizzativo, economico: infatti solo il 6% ottiene assistenza pubblica, il resto si arrangia in ambito famigliare o con le badanti. Trovare informazioni, aiuto, soluzioni, prezzi è un labirinto per complessità del welfare italiano.”