Come le tecnologie stanno cambiando il nostro modo di relazionarci, lavorare e vivere nei luoghi che abitiamo o in cui viaggiamo? Se l’inizio di Expo 2015 ha aperto le porte della città al mondo, a Impact Hub Milano abbiamo deciso di dedicare il mese di Maggio al tema tech-to-connect invitando per l’occasione i fondatori del progetto Piacere, Milano per raccontarci la loro scommessa: unire ospitalità, partecipazione e tecnologie in una startup. Per chi non è riuscito a partecipare alla Soul Salad, ecco un assaggio della loro storia.

Come e perché è nato il progetto Piacere, Milano?

Piacere, Milano nasce dall’idea di restituire ai cittadini milanesi un ruolo da protagonisti in occasione di Expo 2015. Cittadini immaginati non come spettatori di un evento globale, ma come veri e propri attori di un’esperienza di relazione vissuta insieme alla platea dei turisti che visiteranno Milano nei sei mesi della manifestazione. Cittadini ambasciatori di una città spalancata sul mondo, pronti ad aprire le porte di casa per un invito a cena e per raccontare la propria città. Una Milano inedita e sentimentale, popolata di storie e vissuti, lontana e diversa dalle rotte e le mete dei percorsi turistici tradizionali. Piacere, Milano punta sul tema dell’accoglienza come riferimento e valore principale per costruire una nuova idea di città. Una città contemporanea, inclusiva e ospitale, pronta a cogliere l’occasione offerta da Expo 2015 come opportunità per investire sulla relazione attraverso la partecipazione.

Quali sono i primi risultati che avete raggiunto e che cosa vi aspettate nei sei mesi di EXPO 2015? 

A poche settimane dal lancio della piattaforma che consente il match tra cittadini ospitanti e turisti ospiti sono diverse centinaia le persone iscritte. Un risultato più che soddisfacente se si considera che sia le offerte di cene che quelle di percorsi sono totalmente gratuite e s’inquadrano in un’ottica di semplice relazione tra host e guest. Numeri che sono destinati a crescere con il rilascio della app, previsto per metà giugno e con una nuova contestuale release di sito e piattaforma.

Quali scenari immaginate per il progetto terminato EXPO 2015?

Piacere, Milano si candida ad essere un progetto residente per la città attraverso i suoi due strumenti principali, la mappa e la piattaforma. La mappa geo-localizzata accoglierà le esperienze e gli itinerari raccontati da cittadini e visitatori. La piattaforma costituisce uno dei primi esperimenti di social sharing applicato all’accoglienza gratuita e alla condivisione di conoscenza della città. Entrambi questi progetti si propongono, nel tempo, di: valorizzare le eccellenze materiali e immateriali di Milano attraverso lo sguardo, le esperienze e i racconti di chi vive e abita la città; accreditare Milano a livello internazionale come città del turismo e dell’accoglienza con ricadute positive sia sulla sua immagine che sulla sua reputazione in Italia e nel mondo.

Come le tecnologie possono aiutare a rendere le città più ospitali e accoglienti?

Progetti come Piacere, Milano ed esperienza analoghe di racconto della città dal basso e di condivisione di esperienze e servizi vanno univocamente nella direzione da voi indicata, dando risposta ad una nuova istanza delle cittadinanze. In questi casi mi piace sempre ricordare l’esempio di Seoul, dove il grande investimento in connessione (sia essa via cavo ad alta velocità o attraverso l’etere) ha cambiato per sempre il modo in cui questa grande città è governata e il rapporto tra cittadini e servizi, favorendo nello stesso tempo lo sviluppo e l’utilizzo di piattaforme collaborative che hanno cambiato per sempre il volto della città.