Far parte di una community internazionale come quella di Impact Hub permette di creare connessioni e intercettare più rapidamente opportunità che arrivano anche da oltre confine. In occasione del Global Entrepreneurs Congress 2015 ospitato in città, Impact Hub Milano è diventato ancor più del solito uno snodo di incontri. Tra i tanti imprenditori passati da via Paolo Sarpi anche Duncan Chamberlain, arrivato da Impact Hub Birmingham per sostenere e costruire nuovi ponti tra le startup sociali europee grazie alla sua impresa Bridging to the Future.

Quali sono la missione e le attività principali di Bridging to the Future? 

La missione di Bridging to the Future è promuovere e sostenere l’indipendenza economica attraverso l’imprenditorialità e la formazione. Per realizzare questo obiettivo disegniamo e testiamo nuovi modelli, programmi e approcci che comprendono l’incubazione e gli investimenti su piccola scala per le startup, il rafforzamento della leadership per gli imprenditori, i giovani e le persone che si affacciano per le prime volte al mondo del business, oltre ad azioni rivolte alla costruzione di competenze all’interno di comunità perché possano essere in grado di rispondere ai bisogni locali.

Per quale motivo siete interessati a costruire ponti con gli imprenditori italiani e quali opportunità state cercando? 

La nostra missione ha un respiro internazionale e per questo vogliamo lavorare con persone e organizzazioni di Paesi differenti. L’Italia è un contesto affascinante e pieno di potenziale, da quello che ho potuto vedere visitando Impact Hub Milano e partecipando al Global Entrepreneurs Congress 2015 che si è recentemente tenuto a Milano. Mi piacciono le idee e la passione dei nuovi imprenditori italiani e spero che i nostri programmi così come il nostro approccio possa fornir loro un supporto utile. Entrare in contatto con chi si occupa di business in Italia mi ha poi anche permesso di imparare molto sullo scenario e la domanda esistente.

Quali sono i progetti più innovativi ai quali state lavorando insieme ad altri partners europei? 

I progetti più interessanti al momento riguardano la creazione e lo sviluppo di nuove imprese in Grecia, Bulgaria, Spagna e nei Paesi Bassi utilizzando il nostro modello. Anche il nostro programma per la leadership SLAM! sta riscuotendo particolarmente successo per il suo carattere innovativo e presto lo implementeremo nei Paesi Bassi, in Polonia e Repubblica Ceca.

Quale ruolo immaginate per le imprese come la vostra e il network Impact Hub nel supportare gli imprenditori sociali?

Le organizzazioni come Impact Hub e come la mia su scala più piccola rivestono un ruolo fondamentale nell’offrire quel tipo di supporto pratico e concreto, ma anche il mentoring e in alcuni casi l’accesso agli investimenti che sono essenziali per il successo degli imprenditori sociali. Mettere l’accento sul lato imprenditoriale piuttosto che solo sulla missione sociale di un progetto è infatti un fattore particolarmente determinante nelle prime fasi di sviluppo, affinché un’impresa sociale possa generare un impatto a lungo termine.