Startup, tecnologia e impatto sociale. Questo è di sicuro uno dei crocevia da cui passa la strada dell’innovazione sociale, come ha dimostrato la tappa milanese di Tech4Social – neonata iniziativa per favorire l’incontro tra innovazione tecnologica e social business che il 12 Novembre ha visto anche la partecipazione del nostro Hubber Lorenzo Pompei con il progetto MarioWay. Lorenzo Di Ciaccio, tra i creatori di Tech4Social, ci ha raccontato com’è nata l’idea di un appuntamento ad hoc e l’impatto che tecnologia e imprese sociali possono generare anche in Italia per trovare risposte più efficaci ai bisogni sociali.

“La maggior parte delle persone con cui ne parlavamo pensava inizialmente che si trattasse di iniziative legate a i social network!

Tech4social nasce a marzo del 2014 dall’esperienza di Pedius: ci siamo resi conto di quanto poco fosse diffusa la conoscenza del modello di business sociale e viceversa di quanto grandi fossero le potenzialità di questo modo di fare impresa. Realtà nate per dare risposta ai bisogni sociali possono riuscire a farlo producendo un profitto. Questa leva può essere molto potente, dato che permette di attrarre investimenti, che consentiranno di aumentare l’impatto sociale prodotto.

In tutto questo la tecnologia gioca un ruolo fondamentale: può consentire di sviluppare soluzioni in grado di dare risposte più efficaci ed economiche a problemi che non trovano o trovano solo parzialmente risposta, con il duplice beneficio di aumentare l’accessibilità di alcuni servizi e allo stesso tempo di consentire un risparmio per l’ente pubblico o l’azienda che dovrebbe erogarli.

La prospettiva in questo ambito è estremamente interessante e destinata a crescere,  man mano che tecnologie consumer apriranno l’accesso del grande pubblico a mondi come quello delle tecnologie assistive che fino ad ora erano delle realtà di nicchia (sia per la disponibilità di soluzioni che per il loro costo).

Nel nostro caso ad esempio consentiamo ai disabili uditivi l’accesso ai servizi telefonici (inclusi i call center), un servizio che dato il costo degli interpreti necessari era stato chiuso da molte aziende.

Quando ci siamo accorti di non  essere i soli a incrociare innovazione tecnologica e social business, abbiamo deciso di organizzare degli eventi (ad oggi si sono tenuti a Roma, Bologna e Milano) per dare visibilità a queste startup.

Così è nata l’idea di Tech4Social: non solo per fare toccare con mano come funziona la loro tecnologia (può partecipare chi ha già almeno un prototipo), ma anche per creare collaborazioni e dimostrare a pubblico, mondo delle startup e  investitori la validità di questo modello.

Fin dall’inizio abbiamo avuto il sostegno di Fondazione Filarete e di altre importanti realtà che hanno permesso di organizzare i tre incontri di  Roma, Bologna e Milano”.

Il connubio tecnologia – startup – impatto sociale è un modello che sta crescendo rapidamente e può essere declinato in molti modi diversi, come hanno dimostrato le sei realtà che si sono raccontate all’evento. Oltre a Pedius, tra i progetti che si sono raccontati c’era anche MarioWay, la startup della community di Impact Hub Milano che ha creato l’evoluzione di un oggetto rimasto uguale negli ultimi cento anni: la sedia a rotelle. Sfruttando la tecnologia segway, non solo consente alla persona con disabilità motoria di avere le mani libere, ma anche di posizionarsi allo stesso livello delle persone in piedi. Un’evoluzione tecnologica unita a una rivoluzione di senso. Insieme a loro altri quattro esempi eccellenti: da Horus Technology (device per ipovedenti in grado di trasformare in voce le informazioni visive) a Fifth Element (un insieme di applicazioni e learning games per il supporto a persone autistiche o affette da Alzheimer), da Do Solidale (l’app che permette di fare donazioni alle realtà non-profit di propria scelta, dovunque e in qualunque momento), fino a Swiss Leg (il vincitore dell’ultima edizione della GSVC, che offre protesi degli arti inferiori innovative a costi e tempi di applicazione molto inferiori rispetto a quelle oggi disponibili sul mercato).

A dimostrare che le buone pratiche d’innovazione tecnologica e ad alto impatto sociale passano anche dall’Italia e dalla nostra città.