Un informatico con un sogno nel cassetto: “dimostrare che è possibile fare business con grandi cifre in gioco in maniera etica, rispettando persone e valori”. Un geofisico con la vocazione all’impresa sociale. Un ingegnere elettronico e manager, con la voglia di ripartire dopo aver vissuto le conseguenze della crisi economica. Vi presentiamo Fabiano, Paolo e Guido (in ordine da sinistra a destra nella foto), il team che sta per lanciare “Fidalo”, la prima piattaforma italiana rivolta a privati, aziende e organizzazioni che mette in circolo le idee (crowdsourcing) e le risorse economiche (crowdfunding) per favorire soluzioni innovative che aiutino a ripartire.

“Fidalo è il luogo dove crowdsourcing e crowdfunding si incontrano” raccontano i tre soci di Fidalo S.r.l. “In pratica è la piazza digitale dove le idee possono incontrare le migliori soluzioni, far nascere nuovi progetti e attrarre finanziamenti tramite crowdfunding e, se ce n’è bisogno, l’intero percorso può essere aiutato da un team di professionisti che collaborano a richiesta. L’area di intervento preferita di Fidalo è il sociale-welfare, con particolare interesse di supporto alle onlus, e i nostri interlocutori primari sono le aziende”.

In che modo il vostro progetto rende il mondo migliore?

Fabiano: Diamo la possibilità alle persone di realizzare i propri sogni, che grazie a Fidalo si trasformeranno in progetti, a loro volta finanziati dal web. Persone che aiutano altre persone con idee, soluzioni, denaro, e tutti ne escono vincitori.

Paolo: Mi piacerebbe che Fidalo venisse definito come uno strumento tecnico di ripartenza, attraverso il quale sarà possibile sostenere progetti il cui fine non è solo l’acquisto di un bene o servizio, ma rappresenta l’aiuto a una azienda per il lancio o riposizionamento di un prodotto. Attraverso “Fidalo Servizi” possiamo gestire le fasi di incubazione, di facilitazione e di re-start aziendali.

Guido: Vorrei che Fidalo diventasse una piattaforma che aiuti a rilanciare la fiducia nel futuro per le nuove generazioni, per le aziende e più in generale per chi è disposto a mettersi in gioco.

Qual è stato il vostro momento di maggiore difficoltà?

Paolo: Essere un felice marito e padre di due bimbi ti fa soppesare ogni passo che comporta rischio. Fare l’imprenditore vuol dire valutare bene il rischio nell’attività che si intraprende. La digestione di questo passo è stato un momento veramente difficile, credo per tutti noi.

E il momento di maggiore successo?

Guido: In questa nuova esperienza parlare di grandi successi è ancora prematuro, considero comunque importante il cammino che stiamo facendo tra noi soci. Veniamo da esperienze professionali, sociali e umane differenti ma è comune l’impegno quotidiano di lavorare per cercare cosa è buono per Fidalo condividendo le nostre diverse visioni.

Perché sei a Impact Hub e cosa ti sta dando essere parte di questa rete?

Guido: Ci siamo arrivati perché conosco uno dei fondatori dell’Hub di Rovereto, e quando abbiamo sentito il bisogno di trovare un ufficio per la nostra società abbiamo pensato che un ambiente capace di contaminarci con esperienze, idee e storie anche diverse dalle nostre: è quello che ci serve ora per crescere.

Chi è la persona più interessante che hai conosciuto finora in Impact Hub?

Fabiano: Tutte le persone con il loro vissuto le loro vittorie dopo le cadute sono interessanti, qui all’Hub tutti hanno voglia di vittorie e se cadi è più facile trovare una mano con cui aiutarsi a rialzarsi e ricominciare.

Guido: trovo stimolante stare in un ambiente giovane, informale dove si possono stabilire delle relazioni personali oltre gli obiettivi di business.

Paolo: Non facendo nomi direi i ragazzi di Baam e di Bamboo, in rigoroso ordine alfabetico. 🙂