Il mio progetto si chiama Social Farming, e punta a valorizzare  il mondo dell’agricoltura sociale. E’ un percorso di innovazione che permette ad agricoltori e operatori socio educativi e sanitari di unire le proprie esperienze e competenze per riadattarle a nuovi bisogni e opportunità del mondo contemporaneo. Di professione realizzo progetti di comunicazione online e la mia attività si svolge all’interno di the lab, lo studio creativo che ho contribuito a far nascere e che offre servizi di comunicazione interattiva. Siamo un laboratorio creativo che produce contenuti interattivi finalizzati a migliorare la comunicazione del brand aziendale.

In che maniera il tuo progetto rende il mondo migliore?

L’obiettivo del progetto Social Farming è creare un network accessibile online in cui facilitare la conoscenza, la diffusione e il sostegno delle buone pratiche di agricoltura sociale. Spero che questo possa spingere a creare nuovi legami tra aziende, associazioni e consumatori finali, creando una maggiore consapevolezza di quello che sta dietro ad un buon prodotto.

Qual è stato il tuo momento di maggior difficoltà?

Solo una parola: burocrazia. Le buone idee nascono e crescono con fatica e passione, ma si devono sempre scontrare con la triste realtà di una burocrazia pesante e ingombrante. Uno dei passaggi più impegnativi è stato trovare la formula giuridica in grado di gestire la complessità delle relazioni tra vari soggetti coinvolti nel progetto.

Qual è stato invece il tuo maggior successo?

Il maggior successo è stato vedere che le aziende coinvolte nel progetto hanno iniziato a fidarsi e a collaborare tra loro.
 Far capire al mondo agricolo le potenzialità del web è un’impresa difficile, ma decisamente gratificante.

Chi è la persona più interessante che hai conosciuto finora?

Per ora ho avuto solo un piccolo assaggio delle tante persone che condividono le loro idee in Impact Hub. Mi ha fatto sicuramente piacere scoprire un progetto sui veicoli elettrici realizzato da Simone Rambaldi. Cercare soluzioni per una mobilità elettrica non è solo una passione, è anche una responsabilità sociale. Va sicuramente tutto il mio supporto a chi si impegna in questo settore.

Perché sei a Impact Hub e cosa ti sta dando essere parte di questa rete?

Ho deciso di partecipare a Impact Hub perché mi sembra un ambiente estremamente flessibile, in grado di accogliere realtà molto differenti e creare nuove sinergie a volte imprevedibili. Le idee migliori nascono proprio da incontri come questi.