Mi chiamo Alessia Di Domenico e mi occupo di lean marketing all’interno del gruppo WSCA, un network internazionale di società indipendenti, che offre servizi di marketing, comunicazione e IT. Sviluppiamo strategie di marketing e comunicazione integrate e applicazioni software, il cui utilizzo aiuta a migliorare significativamente la marca e la performance di marca. Il mio compito consiste nel portare i punti di forza del gruppo WSCA alle società italiane, e di offrire la conoscenza del mercato italiano ai clienti europei. Mi sono specializzata nella gestione di progetti internazionali, strategie per supportare il lancio di nuovi prodotti o l’apertura di nuovi mercati, organizzazione di eventi e ho sviluppato un know how specifico nelle RP e nelle digital relation, come content e community manager. Al di là del lavoro, sono una food blogger, una maratoneta e, da buona italiana, una persona naturalmente appassionata.

In che maniera il tuo progetto rende il mondo migliore?

L’obiettivo del mio progetto è aiutare le società a ottimizzare e rendere più semplici i processi di marketing, avere un time-to-market più veloce e creare un valore sostenibile e durevole. Il lean marketing stimola all’innovazione, elimina ciò che è superfluo, ottimizza i processi, incrementa il risultato, riduce i costi.

Qual è stato il tuo momento di maggior difficoltà?

Ogni giorno porta con sé le sue sfide e le sue difficoltà. Diciamo che il 2013 è stato per me, nel complesso, un anno piuttosto difficile, ma per fortuna posso parlarne oramai al passato.

Qual è stato invece il tuo maggior successo?

Ricordo una mattina speciale di un anno fa. Uscii dall’Hub, dove avevo lavorato senza sosta tutta la notte, con un mio collega in collegamento via Skype dall’altra parte per una consegna importante. Era prestissimo, la città ancora dormiva e c’era un’aria cristallina e carica di energia positiva. Ricordo la sensazione, bellissima, della corsa lungo i viali e poi sulle scale di questo grande palazzo, dove mi aspettavano. Il sorriso e la luce negli sguardi delle persone che ci avevano commissionato il lavoro e che grazie a noi sarebbero riusciti a dare il massimo per un evento importante qualche ora dopo mi arrivarono, potenti come l’abbraccio di qualcuno che ami. Sono emozioni che porterò sempre con me.

Perché sei al HUB e cosa ti sta dando essere parte di questa rete?

Sorrisi, amicizie, ironia, entusiasmo, un pizzico di follia, pranzi condivisi, stimoli culturali e lavorativi, conoscenza, collaborazioni. Può bastare? Impact Hub mi sta dando tanto e io sto dando tanto a mia volta alle persone che abitano questo spazio. Essere qui significa molto più che entrare in un ufficio al mattino o parlare di massimi sistemi con qualche coetaneo. Significa far parte di un mondo fluido e innovativo, capace di adattarsi all’epoca che stiamo vivendo.

Chi è la persona più interessante che hai conosciuto finora?

Essendo in ImpactHUB Milano da tre anni, posso dire di aver conosciuto tante persone particolari, che o nei loro interessi, o nei loro progetti, sanno essere interessanti. Siccome però sono molto curiosa e adoro le sfide, mi piace pensare che la persona più interessante io debba ancora conoscerla.