Sono una persona con la passione per la tecnologia e con la voglia di applicare le mie competenze a progetti di innovazione sociale. Da circa 10 anni lavoro nel settore IT, con particolare interesse alle applicazioni nel campo della sanità. Dalle diverse esperienze imprenditoriali e dall’esperienza maturata sul campo,  è nato Vitaever, il primo SaaS (software as a service) italiano per la gestione e l’ottimizzazione di contesti di assistenza domiciliare e territoriale, che si paga a consumo ed è accessibile attraverso un qualsiasi dispositivo collegato ad internet. Questo servizio aiuta le organizzazione e gli operatori sul territorio ad ottimizzare le risorse disponibili e a svolgere in efficienza il proprio lavoro quotidiano.

In che maniera il tuo progetto rende il mondo migliore?

Dal mio punto di vista, il potenziamento delle cure domiciliari è l’unica strada per garantire sostenibilità al Sistema Sanitario Nazionale. Solo attraverso questo modello e solo attraverso tecnologie che ne ottimizzino i processi e ne riducano i costi, sarà possibile garantire pari dignità di cura al numero sempre crescente di anziani, malati cronici e terminali Vitaever, nel suo piccolo, sta già facendo la differenza, consentendo forti risparmi per le organizzazioni che la adottano e ricadute positive sia sul sistema sanitario nazionale, sia sull’ambiente: infatti, grazie anche a funzionalità come la geo-localizzazione e la digitalizzazione delle informazioni, Vitaever riduce l’impatto ambientale.

Qual è stato il tuo momento di maggior difficoltà?

Gli ultimi due anni sono stati difficili, non solo per il fatto che realizzare un nuovo prodotto comporti certi rischi e necessiti una grande dedizione, ma anche, e soprattutto, per problemi che la società ha dovuto affrontare con un socio che non ne condivideva la visione e lo spirito. Finalmente la “mela marcia” si è staccata dall’albero e abbiamo recuperato la retta via. Il mio consiglio: attenti ai soci!!!

Qual è stato invece il tuo maggior successo?

Spero di non averlo ancora avuto. Scherzi a parte, è difficile ragionare in termini di successo. Mi trovo meglio a ragionare in termini di obiettivi. Il mio primo obiettivo è stato raggiunto: Vitaever viene già utilizzato con ottimi ritorni in diversi contesti e abbiamo avuto la prova sul campo della validità del suo modello e dei risparmi che esso introduce. Il nostro secondo obiettivo è quello di espandere l’utilizzo di Vitaever in maniera virale a tutto il settore delle cure domiciliari per garantire sempre più qualità nei servizi assistenziali erogati e maggiori benefici per la collettività.

Perché sei al HUB e cosa ti sta dando essere parte di questa rete?

HUB è perfetto per chi vuole condividere idee, trovare ispirazione e collaborare con persone competenti a progetti che cambieranno il mondo. Questo per me è sufficiente. E voi cosa aspettate?

Chi è la persona più interessante che hai conosciuto finora?

Il primo contatto non si scorda mai: dal 2001 ho avuto la fortuna di diventare amico e di collaborare con  Alberto MZ, il quale mi ha introdotto in questo splendido Network. La sua figura è stata per me un punto di riferimento importante per capire che il valore di una tecnologia è misurata non solo dal ritorno economico, ma anche e, soprattutto, dalle ricadute positive che la stessa può avere sulla società.

Impact Hub Global

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