Rendere le persone consapevoli delle sfide sociali attraverso la moda. È il progetto, semplice e unico, di Rikako Sano, una ragazza giapponese di 26 anni che è passata da HUB Milano e ci ha raccontato la sua storia. Il “social fashion brand” che ha lanciato in Giappone è ormai più di una startup: ha aggregato una community di duemila ragazze che inventano e promuovono i loro progetti usando la moda come mezzo per il cambiamento sociale.

“La mia mission affonda le radici nella mia infanzia” racconta Rikako. “A nove anni mi sono trasferita con i miei genitori a Jakarta, in Indonesia, e sono venuta a contatto con situazioni di estrema povertà, insieme alle conseguenze di due guerre civili e di una dittatura che opprimeva i diritti delle persone. Quando sono tornata in Giappone, all’età di 14 anni, ero determinata a lavorare nel campo dei diritti umani con le organizzazioni non governative. A vent’anni mi è stata diagnosticata una malattia al cervello chiamata Moyamoya e ho subito un’operazione chirurgica. È stato in quel momento che ho realizzato che il nocciolo che davvero mi interessava comunicare è che ognuno di noi può fare qualcosa per rendere il mondo migliore, non è un compito da delegare alle organizzazioni umanitarie e alle istituzioni. E così, in ospedale, ho cominciato a lavorare alla creazione del sito web e del brand”.

“Non è stato facile sensibilizzare le ragazze in Giappone facendo loro capire che i problemi degli altri le riguardano” ammette Rikkako. “Uno dei nostri progetti consiste nel comprare in un negozio di abiti usati i vestiti di donne vittime di situazioni difficili. Chiediamo a una donna di raccontare la sua storia e la scriviamo. Poi compriamo il suo vestito e lo rivendiamo a un’altra ragazza, insieme al foglietto con la storia della proprietaria dell’abito”.

Il movimento di Rikkako oggi ha varcato i confini del Giappone con il progetto Sakiori: le ragazze della community hanno riscoperto un’antica tradizione giapponese di riciclo dei tessuti. “Nella città di Towada le donne erano solite riciclare i vestiti in cotone dividendoli in strisce di tessuto che poi venivano di nuovo cucite fra loro” racconta Rikkako. “Noi abbiamo cominciato a fare lo stesso, e su alcune di queste strisce abbia cucito le nostre storie e la nostra voglia di cambiare in meglio la società. All’estero organizziamo laboratori durante i quali invitiamo le ragazze del posto a fare lo stesso, a cucire la loro storia su un lembo di tessuto. Così di Paese in Paese portiamo in giro i vestiti con le storie delle ragazze che abbiamo incontrato”. Lo scorso febbraio il workshop di Rikkako si è svolto con successo a Milano, nei prossimi mesi sbarcherà a Shanghai e Los Angeles. Noi di HUB Milano continueremo a seguirla.