Chi sei e cos’è il tuo progetto?

Faccio impresa da quando avevo 21 anni in ambito ICT. Un paio di aziende alle spalle, qualche decina di dipendenti e collaboratori con i quali ho realizzato i più svariati progetti per grandi e piccole aziende. Stufo di lavorare nella consulenza ho deciso che il mio prossimo progetto sarebbe stata un azienda di prodotto. La scelta è caduta su VoiceMap. Un progetto nato da un intuizione di un altro hubber, Andrea Guida, chi mi ha proposto di realizzarlo insieme portando ognuno le proprie competenze. Mi è piaciuto da subito per la natura innovativa e la vocazione all’internazionalizzazione presente fin dai primi passi. E’ una piattaforma per unire la voce al suo riassunto visuale, utilizzando una community di facilitatori grafici da tutto il mondo. Partendo da un audio registrato di una presentazione, una conference call o qualsiasi altra situazione in cui c’è un comunicazione verbale; noi forniamo un riassunto visuale. E’ fatto a mano dai nostri scribe che colgono e disegnano i punti chiave della conversazione. Oggi lo facciamo in Inglese, Francese e Italiano. La cosa più facile è vederci in azione su voicemap.

 

In che maniera il tuo progetto rende il mondo migliore?

Noi siamo un servizio e uno strumento per raccontare il mondo. Attraverso un uso intelligente dei media possiamo influenzare il mondo che ci circonda. VoiceMap è un formato moderno e accessibile alle tasche di tutti per raccontare delle cose. Non vi resta che raccontarci le idee giuste per rendere il mondo migliore come ha fatto per esempio JAK Italia che abbiamo incontrato qui all’hub. Ancora per un po’ la prima voicemap è gratuita se vi registrate e fate un tweet e un post su di noi.

 

Qual è stato il tuo momento di maggiore difficoltà?

Il team building è la cosa più difficile in tutti i progetti. In una startup dove le risorse sono limitate per definizione è ancora più complesso. Aggregare persone con le giuste competenze intorno a un progetto così insolito non è affatto facile.

 

Qual è stato invece il tuo maggiore successo?

Quando abbiamo fatto la prima vendita online. Aver dimostrato che c’è qualcuno disposto a spendere dei soldi per questo nuovo formato è stata una bella soddisfazione. Solo il primo passo di un percorso ma quando il tuo primo cliente pagante è Procter & Gamble forse non è tutto sbagliato 😉

 

Perché sei a The Hub e che cosa ti sta dando essere parte di questa rete?

Frequento HUB perchè mi piace respirare l’aria positiva che lo circonda. Il fatto che non sia una rete soltanto italiana ma che ha nelle sue radici una visione internazionale come VoiceMap. Completa il tanto entusiasmo e la possibilità di incontrare tutti i giorni qualcuno a cui raccontare il mio progetto o da cui ascoltare qualcosa di interessante sui suo.

Impact Hub Global

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