Mi chiamo Federico Gallas e sono il responsabile dell’Ufficio progetti di COL’OR, giovane ma agguerrita ONG con sede in provincia di Torino e presente nei Balcani e in Africa Sub-sahariana. Ci occupiamo di sviluppo a 360° e in particolare in Albania stiamo collaborando con 4 ONG locali a Scutari, Tirana, Elbasan e Valona per l’avvio di 4 imprese sociali e – speriamo – altrettanti incubatori d’impresa sociale.

Gli incubatori dovranno servire a sostenere sia progettualmente sia materialmente coloro che decideranno di investire imprenditorialmente con un occhio alle esigenze del territorio. L’obiettivo ultimo è quello di dare visibilità al fenomeno dell’imprenditoria sociale in Albania per sostenere l’approvazione di una legge quadro sul tema, attualmente ferma da mesi nelle varie commissioni del Parlamento albanese.

In che maniera il tuo progetto rende il mondo migliore? 

È giunto il momento per la società albanese di imboccare con decisione il cammino verso la propria autonomia in campo sociale ed economico, anche in vista dell’adesione all’Unione Europea. Sostenere la società civile, che in Albania sono soprattutto le decine di organizzazioni non profit che con il loro operato sopperiscono alle carenze del settore pubblico, significa sostenere la crescita sociale e l’affrancamento dai programmi di cooperazione esterni. Questo progetto può diventare una good practice da replicare in altri paesi dei Balcani e non solo.

Qual è stato il momento di maggior difficoltà?

Il progetto è stato pensato in tre anni, per dare il tempo a tutti i partner di avviare le imprese sociali e garantirne la sostenibilità, per avviare (nel corso del secondo anno) gli incubatori e per dare il tempo alle idee imprenditoriali che ne sarebbero nate di cominciare a crescere. Così era stato approvato il progetto dalla Cooperazione italiana. Purtroppo per motivi di budget ci hanno chiesto di ridurre il progetto ad un anno solo. Ci siamo quindi focalizzati prima sull’avvio delle 4 imprese sociali “modello” e stiamo ora cercando partnership per l’avvio degli incubatori. Per fortuna l’interesse rispetto al fenomeno è molto e siamo fiduciosi sull’avvio della “Fase 2”!

Qual è stato invece il vostro maggior successo?

In tempi record (il progetto è stato avviato il 1 maggio), un mese fa abbiamo inaugurato la prima delle imprese sociali, l’officina di meccatronica di Tirana dove saranno impiegati giovani delle periferie della città. Durante l’inaugurazione, grazie al sostegno dell’Ambasciatore d’Italia in Albania abbiamo gentilmente “messo alle strette” il Ministro del Lavoro albanese, che si è impegnato personalmente a dare un nuovo impulso alla legge. È solo un primo passo ma finalmente la legge sull’impresa sociale è finita sui giornali e le televisioni albanesi ed è tornata d’attualità. Inoltre, alle tavole rotonde di informazione che stiamo realizzando con i nostri partner stanno partecipando un numero di associazioni inaspettatamente alto: solo a Valona, venerdì scorso, erano oltre 40!

Perché sei al HUB e cosa vi sta dando essere parte di questa rete?

Approdare all’HUB è stata una cosa naturale. Abbiamo scoperto l’HUB grazie ai First Friday di Francesca Mineo, che come COL’OR frequentiamo assiduamente. Da lì ci siamo accorti che il modello che avevamo pensato per gli incubatori d’impresa sociale in Albania era proprio quello che abbiamo trovato al HUB: un posto dove “accedere a risorse, lasciarsi ispirare dal lavoro di altri, avere idee innovative, sviluppare relazioni utili e individuare opportunità di mercato”, in uno spirito di collaborazione e di ricerca di maniere nuove di sostenere il territorio. Oltre a questo abbiamo trovato tanti professionisti appassionati e competenti con i quali stiamo avviando collaborazioni anche in altri progetti, poiché un’ONG deve avere, secondo noi, un’attenzione particolare nei valori dei propri “fornitori”.

Impact Hub Global

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