Sono Emanuela, giornalista, appassionata di Africa, sposata e mamma da quattro mesi di Gemma. Il mio progetto è “Sulla fame non si specula”, una campagna di advocacy che chiede nuove regole al mondo della finanza, in modo che (almeno) il diritto al cibo sia tutelato dalla speculazione sfrenata.

L’idea è nata dal mio lavoro nell’ambito dei media e del non profit: da dieci anni faccio parte della redazione del Settimanale Vita e collaboro con altre testate occupandomi di cooperazione internazionale e giustizia economica. Mi sono abituata ad osservare alcuni fenomeni dalla prospettiva dei Paesi africani, dove ho viaggiato e conosciuto persone… la crisi finanziaria del 2008, subito seguita dalla crisi alimentare nelle aree più povere del pianeta… le improvvise e imprevedibili impennate dei prezzi del mais, del grano e del riso… la lotta per l’accaparramento delle terre in Africa… il ritorno della speculazione finanziaria sui beni alimentari all’inizio del 2011. Non sto a raccontarvi tutto… ma vi assicuro che vale la pena scaricare il kit che trovate su www.sullafamenonsispecula.org e linkarsi alla pagina Facebook dove trovate altri 1.537 attivisti “digitali” e non…

In che maniera il tuo progetto rende il mondo migliore?

“L’ultima tentazione è la resa”, è il titolo di una bellissima prefazione scritta di recente da Michela Murgia nella quale mi sono imbattuta in questi giorni. Mi piacerebbe che il mio progetto invitasse le persone a non arrendersi. Il mondo della finanza, le speculazioni… sembrano fenomeni così lontani, fuori dalla nostra portata… eppure influenzano la nostra vita, la cambiano, come si è visto anche durante questa crisi finanziaria. A Milano nel 2015 ci sarà l’Expo proprio sul tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, forse la società civile ha un’occasione in più per far sentire la propria voce.

Qual è stato il tuo momento di maggiore difficoltà?

Ora. Dopo l’entusiasmo dell’idea e degli inizi, ora bisogna “consolidare”. Oltre alle singole persone, diverse associazioni non profit ed enti locali si sono aggregati alla campagna. Bisogna rafforzare le relazioni, costruire insieme… e non è facile. E poi… dopo la campagna ho partorito anche una bambina , ed è tutto un cercare nuovi equilibri…

 Qual è stato invece il tuo maggiore successo?

Veder nascere da un’idea balenata un giorno un progetto attorno al quale hanno cominciato a lavorare diverse persone. Insieme siamo riusciti a convincere il Comune di Milano, che ha dato il proprio patrocinio alla campagna. Ah, dimenticavo di dire che siamo stati ripresi da “Striscia la notizia”, anche grazie a Cristina, la conduttrice di “Occhio allo spreco” che è iscritta a “The Hub”!

Perché sei a The Hub e che cosa ti sta dando essere parte di questa rete?

The Hub mi aiuta a “guardare avanti”, è fonte di stimoli, relazioni e creatività. Sento che mi tiene sveglia.

Impact Hub Global

Impact Hub Global

We believe a better world evolves through the combined accomplishments of creative, committed, and compassionate individuals focused on a common purpose.